Lo tengo in caldo per Sinner, il trofeo e insieme il compito al quale avrei volentieri rinunciato di essere l’ultimo italiano ad aver vinto gli Internazionali. Ma sono convinto che il passaggio avverrà presto, perché Jannik lo merita. Il prossimo anno? Ci conto! Lo ha dimostrato, così come in queste giornate romane ha ricordato a tutti il perché lui sia il numero uno. Anche in finale, malgrado Alcaraz abbia meritato e complessivamente gli sia stato superiore. Ma di poco. D’un niente, cosa che il punteggio non esprime compiutamente. Sinner ha avuto i due primi set point, ha recuperato un tie break che sembrava perso. Mi chiedo che cosa sarebbe stata questa finale se Jannik avesse avuto la continuità, sui campi di gara, che i tre mesi di stop, quanto mai ingiusti, gli hanno sottratto.