Elly con la kefiah, convinzione e convenienza. In pratica il miscuglio di ingredienti che spiega l’accelerazione del Pd sul Medio Oriente. Anche a costo di un’inevitabile ricaduta: la crescita paurosa dell’antisemitismo nelle piazze. In pratica il diario di bordo del Salone del libro in corso di svolgimento a Torino. Ieri alcune decine di attivisti pro-Pal si sono avvicinati allo stand del Ministero della Difesa per contestare l’annunciata presenza del ministro, al grido di «Crosetto in guerra vacci tu». Il titolare della Difesa ha risposto elegantemente: «Non c'è nessuno che abbia l'autorità morale di decidere chi sta zitto e chi possa parlare». Nei giorni scorsi altre pesantissime contestazioni: prima contro la presentazione del libro del giornalista Nathan Greppi, «La cultura dell’odio»; poi, sempre a Torino, al campus Einaudi, durante un’iniziativa sul diritto allo studio. «Sputi e violenza verbale e fisica contro gli studenti ebrei», ha denunciato poche ore più tardi l'Unione dei Giovani Ebrei Italiani. L'evento era promosso dalle associazioni firmatarie del Manifesto Nazionale per il Diritto allo Studio ed è stato brutalmente sabotato. Alcuni promotori dell'iniziativa sono stati colpiti fisicamente e minacciati.
Schlein e il boicottaggio di Israele, il bavaglio al Salone del libro e il Pd in marcia su Gaza
Elly con la kefiah, convinzione e convenienza. In pratica il miscuglio di ingredienti che spiega l’accelerazione del Pd sul Medio Oriente. Anche...











