I luoghi hanno un’anima sostiene lo studioso Hillman, una forza che si percepisce al Teatro Greco di Siracusa dove anche quest’anno il ciclo di spettacoli del Dramma Antico ha conquistato gli animi e le menti degli spettatori, come con Elettra di Sofocle con la regia di Roberto Andò, che trova in Sonia Bergamasco una eccezionale e immaginifica protagonista. Ai margini di un polveroso cimitero-palazzo, Elettra, figlia di Agamennone vive nella speranza che il fratello Oreste torni per vendicare la morte del padre ucciso dalla moglie Clitennestra e dal suo amante Egisto. Potere, vendetta, amore? Vive in uno stato di odio febbricitante, assoluto, confortata solo dalla speranza che il fratello ritorni e vendichi il padre. Andò fa comparire la ragione, la semplificazione della poliedricità dei sentimenti, e il disegno registico si specchia nella notevole traduzione di Giorgio Ieranò, che rende semplice il complesso, lasciando però profondità alla parola. Tutto è assoluto, è polvere sepolcrale nel selvaggio dolore e nella rabbiosa vendetta di Elettra, e l’ottima Bergamasco disvela la chiarezza del multiforme sentire, disegnando un essere potente e grigio, una donna fragile e fortissima, attanagliata dalla solitudine, allietata dalla musica che suona al pianoforte. Brava e asciutta nella sua lucida disanima Anna Bonaiuto, la madre