Gli chiedono se ha parlato con Sinner nei tre mesi di sospensione dell’azzurro per il caso Clostebol. E Alcaraz, che domenica lo sfiderà nella finale degli Internazionali d’Italia, risponde senza alcuna diplomazia: “Sinceramente non l’ho sentito. Alla fine ognuno di noi guarda a se stesso. Non ho parlato con lui durante la squalifica”. E il motivo è semplice: “Facciamo parte di un circuito, abbiamo un buon rapporto ma non siamo poi così vicini, non posso avere un'amicizia stretta con una persona che voglio battere. Siamo rivali ma sono contento che sia tornato in campo e stia bene. Posso capire che sia un po' amareggiato che alcuni non si siano fatti vivi, ma funziona così”.
“In questo periodo non l’ho sentito. Lo rispetto abbiamo un buon rapporto ma non siamo amici, siamo rivali.” #Alcaraz su #Sinnerpic.twitter.com/x0hVwp2G84
— antonella delprino (@antodelprino) May 17, 2025
Sinner: “Mi aspettavo messaggi che non sono arrivati”
La precisazione dello spagnolo segue le dichiarazioni fatte da Sinner lo scorso 5 maggio, alla vigilia del torneo in cui è ritornato a giocare: “Il tennis è uno sport individuale, ognuno giocatore pensa a sé. In questo periodo ho parlato con pochissimi colleghi: mi sono sentito con Draper, un po’ con Sonego. Ho ricevuto messaggi da alcuni giocatori che sinceramente mi hanno sorpreso. Di altri, da cui invece me li sarei aspettati, nessuna traccia nulla. Chi? Non voglio fare nomi”.












