«Il femminismo è essere femministe e femminile, da troppo tempo la sinistra si è accaparrata di questo termine ma non sono femministe. Le femministe di sinistra rifiutano di denunciare l’impatto dell’immigrazione sulle donne».
Astrid, Mathilda e Anaïs, le attiviste del collettivo femminista francese di estrema destra Nemesis lo hanno detto nell’evento “Periferie e metropoli, la sicurezza è donna”, a cura dell’assessorato regionale alle Politiche sociali, davanti a una sala piena, per lo più di uomini: 27 donne su 90 posti complessivi, il resto erano tutti uomini, tra cui anche Giuseppe Culicchia.
“La donna passa dopo i trans, i gay, è l’ultima ruota del carro. Meloni e Le Pen? Secondo me sono femministe”. La soluzione che propongono sono: “Telecamere, attenzione all’immigrazione e verifica dei profili dei migranti”.
Ad aprire l’evento l’assessore regionale alle Politiche Sociali Maurizio Marrone: «Noi stiamo vivendo in Italia, in Piemonte, soprattutto a Torino, quello che in Francia già vediamo capitare con le banlieue. Cioè vediamo che il fenomeno dell'immigrazione clandestina e sregolata ha un impatto pesante sulla sicurezza e sulla vivibilità di interi quartieri e di intera città e sono spesso le donne, le figure che subiscono di più i lati negativi di questo fenomeno del controllato.







