L’atelier musicale della Casa degli artisti di Milano, in una mattinata di primavera, ci sono un cantautore e uno studioso della lingua. Niccolò Fabi e Giuseppe Antonelli. Fabi è il cantautore, certo, uno dei migliori della scuola romana, e Antonelli il linguista, egregio allievo del grande Luca Serianni, storico della lingua che hanno seguìto entrambi alla Sapienza di Roma, dove Fabi di fatto interruppe il dottorato per il successo sanremese Capelli, nel 1997. Nel nuovo disco, Libertà negli occhi (BMG), la passione per la filologia romanza ritorna, tra l’altro, con la canzone tratta dalla poesia di Guido Guinizzelli Al cor gentile rempaira sempre amore, vero e proprio manifesto dello Stilnovo. Mentre Antonelli ha da poco pubblicato Il mago delle parole (Einaudi) e, chiacchierando con Fabi dei loro percorsi paralleli, confessa che avrebbe voluto fare il cantautore. La rosa non colta è la più aulente? Sulla melodia non sappiamo, ma non abbiamo dubbi che Antonelli possa essere un abile paroliere. Intanto, Fabi ha suonato in prima assoluta unplugged, appunto, Al cuore gentile (trovate il video su Corrieretv). Riavvolgiamo il nastro di questo incontro.
Niccolò Fabi e Giuseppe Antonelli: «La filologia delle canzoni è creativa»
Il cantautore presenta l’album "Libertà negli occhi" dialogando con il linguista. I due hanno condiviso gli studi universitari. «Dopo il successo di "Capelli" lasciai il dottorato. Ora torno al manifesto del Dolce stil novo»






