Arriva a Torino Niccolò Fabi, che presenta domani, martedì 20 maggio, il suo Libertà negli occhi, il nuovo album di inediti.

L’album è il risultato di dieci giorni trascorsi in una baita in Val di Sole, immersi nella quiete invernale della montagna, lontano dalla frenesia quotidiana, in una vera e propria residenza artistica.L’autore ha parlato di libertà come «Tanto basilare come concetto quanto abusata a volte come parola».

Libertà negli occhi

«Questo disco è un regalo che ho voluto fare a me stesso e ai miei compagni di viaggio – afferma Niccolò Fabi - È un’avventura, è una concessione al gioco, a maggior ragione quando la vita adulta e la professione rischiano di seppellirlo sotto il senso di responsabilità. È anche il semplice sogno di tutti quelli che fanno musica: avere un luogo meraviglioso, sperduto tra le montagne di fronte a un lago ghiacciato circondati dalla neve. Una grande sala tutta in legno con una vetrata immensa a godersi l’orizzonte e un’infinità di giocattoli a forma di strumenti musicali. Dieci giorni con il desiderio unico di fotografare un momento di felicità, un momento in cui la libertà si cristallizza in un tempo presente puro e senza scelte, come quello dei bambini. “Libertà negli occhi” più che un disco è una priorità, un modo di volgere lo sguardo, uno stato d’animo e allo stesso tempo un fatto accaduto». E così «Dal 13 al 23 gennaio abbiamo registrato il disco tra le montagne della Val di Sole nello Chalet davanti al lago dei caprioli con Emma Nolde, Roberto Angelini, Alberto Bianco, Cesare Augusto Giorgini, Filippo Cornaglia e Riccardo Parravicini. Un esercizio di libertà lontano da qualsiasi aspettativa. Come potrà risuonare tutto questo nella vita di chi lo ascolterà davvero mi è imprevedibile. Di certo per noi che l’abbiamo registrato è stato qualcosa di unico e irripetibile. Libertà è anche un modo di guardare le cose che determina il senso e la dignità di quello che facciamo e dove indirizziamo le nostre scelte. Libertà negli occhi per l’appunto. Parafrasando quello che i motociclisti pensano prima di entrare in curva, la vita va dove va il tuo sguardo».