Hanno ritrovato la salute. Hanno perso decine di chili. Ma davanti allo specchio, qualcosa stona: il corpo è cambiato, la pelle non ha tenuto il passo. Per molti pazienti obesi che, grazie alle nuove terapie farmacologiche, riescono a dimagrire rapidamente, l’entusiasmo iniziale lascia spazio a un disagio nuovo. Non è solo questione di numeri sulla bilancia: è il volto a spegnersi, il profilo a cedere, il corpo a ‘svuotarsi’. Un prezzo estetico da pagare per una conquista clinica. Ma si può intervenire e in molti casi, restituire armonia come hanno sottolineato gli esperti al congresso, della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime), in corso a Roma fino al 18 maggio.
Arricchisci il sangue e combatti le rughe. Ma solo dal medico
14 Agosto 2024
‘Facce e pance da incretine’: cosa sono
Le terapie con semaglutide e tirzepatide hanno rivoluzionato il trattamento dell'obesità, offrendo risultati significativi nella riduzione del peso corporeo. Tuttavia, una perdita di peso rapida può comportare effetti collaterali estetici, come la lassità cutanea e l'aspetto scavato del viso tanto che sui social si parla di ‘facce da semaglutide o tirzepatide’, espressione che descrive l'aspetto emaciato e invecchiato del viso che può derivare appunto da una rapida perdita di peso, soprattutto quando il tessuto adiposo si riduce significativamente. “Una perdita di peso abbastanza rapida – afferma Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica - che riguarda prevalentemente il tessuto adiposo, molto meno quello muscolare e per niente quello osseo, può determinare degli inestetismi a livello del viso, che appare smunto e scavato, conferendo al paziente un’aria poco sana”.






