Semplificazione delle procedure di discarico e alleggerimento delle responsabilità dell’agente della riscossione, da un lato, accompagnati dalla accelerazione delle attività di recupero e dal passaggio ad un’operatività improntata al raggiungimento degli obiettivi, dall’altro.
Il tutto condito con l’auspicio di una maggiore compliance dei debitori, incentivata dal progressivo incremento della durata delle dilazioni. Questa la scommessa con cui il decreto attuativo della riforma della riscossione (Dlgs 110/2024) prevede di risolvere i problemi che da anni affliggono il settore della riscossione pubblica.
Il tempo a disposizione
Con il discarico automatico delle partite affidate, al 31 dicembre del quinto anno successivo all’affidamento del carico, e ancor più con il discarico anticipato la riforma conta di liberare risorse degli uffici di agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) dagli oneri della gestione amministrativa dei ruoli.
Il discarico anticipato, in particolare, si verifica, tra le altre ipotesi, qualora l’agente della riscossione abbia effettuato anche un solo accesso all’anagrafe tributaria, senza ravvisare cespiti aggredibili del debitore.






