"Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio di infarto cardiaco nei giovani, sotto i 50 anni, e nelle donne.
Non vanno assolte neanche le sigarette elettroniche: non sono innocue e a lungo termine possono provocare danni anche al cuore".
Così Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo cuore e direttore Cardiologia al San Camillo di Roma, nel corso del 56° Congresso nazionale di cardiologia Anmco iniziato oggi a Rimini.
Gabrielli ha evidenziato come le donne fumatrici abbiano "un rischio di infarto cardiaco 6 volte maggiore rispetto alle non fumatrici e le donne che fumano ed usano contraccettivi orali hanno un rischio di infarto cardiaco o di ictus 5 volte più alto" rispetto alle non fumatrici che non li usano. Il professore ha ricordato che il fumo di sigaretta può danneggiare le cellule che rivestono internamente le arterie aumentando "il rischio di aterosclerosi e infarto cardiaco". Eventi il cui rischio è aggravato anche da altri fattori: "l'ipertensione, il diabete, gli alti valori di colesterolo nel sangue, l'obesità e uno stile di vita sedentario".
Le sigarette elettroniche "determinano il vaping con nicotina, glicerina e glicole" ed è stato dimostrato, sebbene le sostanze siano meno dannose rispetto quelle da combustione diretta, un "ispessimento della parete delle arterie (fattore di rischio per l'infarto del miocardio e per l'ictus cerebrale) e un incremento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Il tutto già nei primi trenta minuti successivi alla 'svapata'".







