In un’Europa che si interroga su come rispondere all’ascesa cinese nell’automotive elettrico, il nuovo leader globale del settore, BYD, rilancia la sua offensiva strategica proprio dal cuore del continente. Lo ha fatto per bocca del suo massimo dirigente, Wang Chuanfu, fondatore e ceo del colosso cinese, intervenuto in conferenza stampa a Budapest giovedì sera accanto al premier ungherese Viktor Orbán.

L’annuncio è chiaro e ambizioso: BYD stabilirà in Ungheria il proprio primo centro europeo. Non un semplice impianto produttivo, dunque, ma il quartier generale operativo e strategico pensato per radicare il marchio nel Vecchio Continente, con funzioni di vendita, assistenza, testing e sviluppo di modelli localizzati. Una struttura che impiegherà 2.000 persone e che, insieme alla nuova fabbrica in costruzione a Szeged, delinea una presenza industriale di scala continentale. Un investimento da 248 milioni di euro.

Da Szeged all’Europa

La notizia arriva a pochi mesi di distanza dall’avvio dei lavori per la gigafactory di Szeged, la prima fabbrica europea di automobili BYD, capacità massima 250mila vetture all’anno, destinata a impiegare fino a 10mila lavoratori, di cui un quinto ingegneri. Un impianto destinato non solo a produrre ma a plasmare veicoli pensati per le esigenze e le normative europee. Accanto a questa infrastruttura, già operativa dal 2016 a Komárom c’è anche lo stabilimento dedicato agli autobus elettrici, con 300 addetti e una capacità annua di circa 400 veicoli.