Un’altra occasione persa per la ricerca italiana. È ciò che rischiano di essere i nuovi bandi per oltre 1,25 miliardi di euro nel 2025 annunciati dalla Commissione Ue nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie, con l’obiettivo di attrarre talenti globali e sostenere le carriere scientifiche in Europa. Almeno a sentire fonti del ministero dell’Università che nelle scorse ore hanno ricordato che i nostri ricercatori, come denunciato da tutta la comunità accademica, rischiano di essere esclusi da questa straordinaria opportunità.
La causa è imputabile ai “nuovi” contratti di ricerca che sono stati introdotti su inpout del Pnrr durantre la scorsa legislatura al posto dei “vecchi” assegni di ricerca e che non sono contemplati dai bandi Marie Curie. Un impasse che - secondo il Mur - si potrebbe risolvere approvando un emendamento a firma Occhiuto-Cattaneo al Dl 45. Ma l’opposizione si è messa di traverso e minaccia addirittura di ricorrere alla procedura di “reversal” con Bruxelles.
Per capire come andrà a finire bisogna attendere martedì 20 maggio quando la commissione Istruzione del Senato riprenderà l’esame del provvedimento. Nel frattempo proviamo a ripercorrere le tappe della vicenda.









