Mercoledì la Russia, uno dei principali produttori ed esportatori di petrolio al mondo, ha vietato le esportazioni di gasolio per garantirne l’approvvigionamento interno. Gli attacchi ucraini delle ultime settimane alle raffinerie di petrolio hanno provocato carenze di carburanti in varie parti del paese. In molte regioni erano già stati imposti razionamenti e sono state segnalate ore di coda alle stazioni di servizio per fare rifornimento, con un conseguente aumento dei prezzi. Il divieto rimarrà in vigore almeno fino al 31 luglio, ma le forniture ad altri paesi previste da accordi governativi già in vigore, come quello con la Mongolia, saranno esenti.

Gli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere aggravano la crisi. Il governo valuta nuovi stop all’export mentre cresce la domanda interna

Crisi dei carburanti in Russia, Vladimir Putin corre ai ripari: stop alle esportazioni di gasolio dall'8 luglio.