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Nelle ultime settimane gli attacchi ucraini contro le infrastrutture petrolifere russe sono diventati un grosso problema per il regime di Vladimir Putin, perché hanno generato una carenza di carburante che ha costretto la Russia a vietare la vendita all’estero di benzina e gasolio, per cercare di soddisfare la domanda interna. Gli sforzi però non stanno dando i risultati sperati e il carburante che prima mancava solo in Crimea ora manca in quasi tutto il paese.

La formazione di lunghe file alle pompe di benzina in diverse città russe sta diventando sempre più diffusa. Nelle ultime settimane sui social sono circolati vari video di gente che litiga dal benzinaio e ci sono stati vari casi di persone arrestate perché vendevano carburante sul mercato nero a prezzi gonfiati.

Gli effetti degli attacchi comunque sono molteplici. Stanno aumentando i costi dei trasporti, dei generi alimentari che vengono spostati coi camion, sono stati introdotti razionamenti del carburante e sono diventati più frequenti i blackout a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche. Stanno causando anche un problema serio al settore agricolo: gli agricoltori stanno ritardando il raccolto perché non si trova carburante per il trasporto a prezzi accettabili.