Da qualche parte sopra l’arcobaleno, ma non ai Mondiali che con la bandiera multicolore, simbolo dell’inclusione, hanno evidentemente dei problemi. O non si è nel posto giusto oppure manca la sfida capace di abbracciare il concetto o la festa passa nel momento più sbagliato e per la terza edizione consecutiva il Pride non si mescola al calcio. Anche stavolta occasione mancata e la coincidenza tra l’entusiasmo di Seattle e Egitto-Iran è un «mismatch», mancata corrispondenza: scorrere velocemente il poster della sfida per dimenticarlo. Ci si ritenta fra quattro anni. Ricapitoliamo. A Seattle si celebra il giorno dell’orgoglio l’ultimo venerdì di questo mese, in zona anniversario di Stonewall, bar di New York dove il 28 giugno 1969, la polizia, come l’avremmo chiamata noi la «buoncostume» o come la chiama l’Iran oggi «la guardia morale», organizza un raid in un locale gestito dalla malavita e frequentato dalla comunità gay. Parliamo di persone che allora erano perseguitate dalla legge e non avevano proprio tutti questi posti dove andare. Da lì si scatenano una serie di manifestazioni e proteste in tutti gli Stati Uniti. A quella reazione popolare si riconduce il senso del Pride: condivisione, sfoggio di rispetto reciproco, creatività, sgargiante party per la libertà, insomma tutto quello che una partita di pallone ha nella sua natura e le due realtà starebbero proprio bene insieme. Solo che non c’è verso. Seattle partecipa sempre al Pride con 300 mila persone in strada, è uno dei giorni più movimentati, rappresenta lo spirito e il cuore della città e l’amministrazione ha trovato logico abbinare la festa alla data. Includere anche la partita era semplicemente ovvio, il 26 giugno 2026 è diventato il «Match Pride Day», etichetta che la Fifa non ha mai promosso ufficialmente anche se a dicembre, quando l’idea è saltata fuori, è piaciuta. Un modo di collegare la Coppa del Mondo criticata per prezzi ed elitarismo spinto a un’iniziativa attesa da tutti. Super. Le due nazionali, capitate lì per caso nel calendario, non hanno apprezzato. Non allora, quando la partita arcobaleno era uno slogan e non ora che sono pronte a giocare. Le due delegazioni avrebbero suggerito e non ottenuto di vietare le bandiere arcobaleno nello stadio. Sono benvenute e c’è un movimento intento a renderle evidenti, presenti, numerose. A Seattle niente proibizioni, ma in Qatar sì: era il governo ospitante ad avere una politica non accogliente, mentre oggi sono le squadre presenti a non gradire le convinzioni del posto che dà loro il benvenuto. Nel Golfo, nell’autunno del 2022, l’ambiguità è nata dalla fascia arcobaleno. La famosa «One love» che molti capitani, soprattutto europei, avrebbero dovuto portare in solidarietà: si giocava in un Paese che considera l’omosessualità reato. Sono arrivate minacce di possibili espulsioni e le fasce sono tornate nelle valigie. La Germania si è tappata la bocca in una foto manifesto, poi pure quel gesto è stato messo in discussione, dai loro stessi tifosi. Negli stadi sono state sequestrate magliette, cappelli, spille arcobaleno. Quattro anni prima, in Russia, c’era (e resta) la legge «contro la propaganda», che si riassume in una limitazione dell’espressione. Non ci si può mostrare gay in pubblico perché i bambini guardano. Anche allora è scattata la contromossa, con la banda dei sei, meglio noti come «Hidden flag»: amici che entravano negli stadi in formazione con maglietta rossa, arancio, gialla, verde, blu, lilla. A ognuno una tinta, chiaro. Stavolta le bandiere sono attese, scontate come il fatto che ai giocatori è stato chiesto di ignorarle. In Iran essere gay, come essere donna o non essere conformi a una personalità disegnata dal potere, non è accettato. In Egitto il sesso tra le persone dello stesso genere è peccato. Anche per lo stato. Ci si ritrova al solito incrocio dell’imbarazzo, con due squadre che rappresentano tanto mondo e potenzialità, ma non se li portano addosso, con uno sport che riunisce ogni anima del globo, eppure è timido, non sa metterci la faccia. Con un fastidio latente, mai risolto. Consiglio per lo sponsor: l’Italia manca da tre cicli mondiali e in tutto questo tempo il pride non ha trovato un modo di essere davvero parte del gioco. Portiamola noi quella bandiera, sulla maglia: è ammessa, qui hanno dovuto certificarlo per non scatenare controversie, per cui vale. Pensa che ritorno dalla vergogna in grande stile, oltre l’arcobaleno e dentro il Mondiale

SEATTLE, June 24 : Seattle's LGBTQ community members say they hope that this Friday's World Cup "Pride Match" between Egypt and Iran, two countries where homosexuality is…

"They're not going to turn off the World Cup on state television in Iran or Egypt to block out a Pride flag in the audience," Cairns said.

Pride-themed World Cup fixture sparks debate over inclusion and rights

The two countries, both of which criminalize LGBTQ relationships, have lodged complaints in the past.

FIFA menolak tuntutan Iran dan Mesir untuk membatasi simbol-simbol LGBTQ dalam Piala Dunia 2026.

Lumen Field in Seattle will host FIFA's Pride Match on Friday.

ALBAWABA - Despite strong laws that ban LGBTQ+ activity in Iran and Egypt, FIFA World Cup announced the first-ever "Pride Match" on Saturday, June 27. I

La designación de «Partido del orgullo», decidida por la comunidad local de Seattle antes del sorteo del Mundial, irrita y tensa a las dos federaciones

A Seattle la partita nel giorno dell'orgoglio gay, scontro con le due federazioni (ANSA)

Seattle’s World Cup committee is pushing forward with Pride Match celebrations this week despite backlash from the two teams involved on the field

June 25 : Fans will be allowed to bring rainbow flags when Egypt face Iran in Seattle's designated "Pride Match" at the World Cup, FIFA said on Thursday, setting up an awkward…

Friday’s group game falls on Seattle’s Pride weekend, a scheduling quirk that emerged only after December’s draw pitted the two Muslim-majority countries against each other.

FIFA approved rainbow flags at all 2026 World Cup matches and designated Iran vs Egypt in Seattle as the first Pride Match, rejecting both nations' ban

Le comité d'organisation local avait fixé la date du 26 juin, mais les deux équipes qui représentent des pays hostiles à la communauté LGBT+ en lice refusent catégoriquement…

Ausgerechnet der Iran und Ägypten treten in Seattle beim Pride-Match gegeneinander an. Das gefällt den Ländern nicht. Kurz vor der Austragung haben sie ein gemeinsames…

La sfida dei Mondiali 2026 tra Iran ed Egitto coincide con il Pride di Seattle e accende il dibattito sui diritti LGBTQ+

La FIFA autoriza exhibir banderas arcoíris en Seattle pese al rechazo de Egipto e Irán antes de su duelo mundialista.

A match celebrating the LGBTQ+ community in conjunction with Seattle’s Pride Weekend celebrations was a perfect moment for inclusivity and football to align. Then, Iran were drawn…

El organismo internacional, encabezado por Gianni Infantino, aclaró que la Copa del Mundo es un "evento inclusivo que acoge a personas de todos los orígenes y los aficionados de…

FIFA has rejected calls from Iran and Egypt to ban rainbow flags at their World Cup match in Seattle on Friday, despite both countries objecting to local Pride-themed celebrations…