L’opera sarebbe anche un bello spettacolo, se non fosse per la gente che ne blatera e spesso senza andarci. Alla Scala è stata annunciata la prossima stagione, che è molto bella. Però la notizia è diventata subito un’altra. Presentendo la prima del 7 dicembre, Otello di Verdi con la direzione di Myung-Whun Chung e la regia di Damiano Michieletto, il sovrintendente Fortunato Ortombina si è sentito in dovere di precisare che il Moro sarà bianco com’è l’interprete, il tenorone Brian Jadge. È una classica non-notizia, perché sono anni che gli Otelli non si spalmano più la faccia di lucido da scarpe e già nel remoto 2015 il Met di New York giudicava «completely unthinkable» scurire la pelle di Aleksandrs Antonenko. Lì ovviamente pesa la vecchia tradizione del “black-face” che in effetti risulta offensiva per i neri che ne sono stati vittime per decenni; in generale, in tutto il mondo il politicamente corretto si applica, con alterni risultati, anche a opere del passato dove certe sensibilità non esistevano o erano diverse. E tuttavia sui social è subito partita una polemica infinita modello “povero Verdi” e altri deliri.

Parte alla Scala l'era di Myung-Whun Chung che ne sarà direttore musicale almeno fino al 2030. La prossima stagione Chung aprirà con Otello di Giuseppe Verdi con la regia di…

La Prima della Scala 2026 apre con l'Otello di Verdi: niente blackface. Ortombina: "Non dobbiamo aver paura di rischiare"