La situazione di incertezza legata alla guerra in Medio Oriente e alla prospettiva che duri ancora per molto ha spinto le quotazioni del petrolio a superare i 100 dollari al barile, fino a raggiungere nella notte anche i 115: è una cifra che non si vedeva dai primi mesi della guerra in Ucraina, quando il timore del mercato di rischiare di dover fare a meno del petrolio russo (come anche del gas) ne aveva fatto salire il prezzo. Il timore è che continuino le interruzioni nella produzione e nel commercio di petrolio dei paesi del Golfo, tra i più grandi produttori al mondo.

Si ferma il maggior esportatore di gas dell’area e volano i prezzi dell’energia. L’Europa brucia in Borsa 918 miliardi. Su Wall Street doppia minaccia: prezzi …

Dopo Qatar e Iraq, si estendono i tagli di produzione obbligati: la navigazione nel Golfo Persico è ormai azzerata e finiti gli spazi di stoccaggio tocca chiudere i rubinetti. Il…