L'inchiesta della Procura di Milano sul caporalato nelle filiere del Made in Italy coinvolge altri 13 marchi di lusso, tra cui Dolce & Gabbana, Prada, Versace e Gucci, accusati di essere legati a opifici clandestini cinesi che sfruttano lavoratori in condizioni precarie. Gli investigatori hanno notificato ordini di consegna documenti alle aziende, chiedendo loro di fornire modelli organizzativi e audit interni per prevenire il coinvolgimento in pratiche illegali. Le indagini hanno rivelato che merce di alta moda veniva prodotta a bassissimi costi nei laboratori abusivi e rivenduta a prezzi esorbitanti, con un ricarico anche del 10.000%. Il caso è emerso a seguito di un incidente mortale nel 2023, che ha coinvolto un lavoratore bengalese, portando alla luce una rete di subappalti illegali. Le case di moda hanno ora tempo per ristrutturare i loro appalti, ma rischiano sanzioni più severe se non agiscono.

La procura di Milano indaga sulla filiera: richiesti documenti su appalti e subappalti

Per via di una richiesta formale della procura di Milano: tra gli altri ci sono Dolce & Gabbana, Gucci e Prada