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4 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:43

L’inchiesta della Procura di Milano sull’ipotizzato caporalato nelle filiere della moda, che ha portato i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Lavoro a chiedere documenti e atti a 13 grandi gruppi del settore, accende nuovamente i riflettori sul sistema degli appalti e subappalti. A sottolinearlo sono le segreterie generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che leggono l’azione della magistratura come una conferma delle criticità da loro denunciate da tempo.

“L’inchiesta della Procura milanese sul caporalato, che ieri ha portato i carabinieri del nucleo per la Tutela del Lavoro nelle sedi di 13 grandi Gruppi della Moda è l’ennesima conferma delle nostre denunce sulla diffusa illegalità nella catena degli appalti e dei subappalti. I riflettori della magistratura sono nuovamente puntati sulle filiere produttive del settore”, affermano i sindacati, ricordando che l’indagine potrebbe ora allargarsi: dopo i primi provvedimenti di amministrazione giudiziaria, non si esclude l’applicazione delle misure previste dal Testo unico antimafia o una vera e propria contestazione del reato di caporalato, nell’ambito della legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle imprese.