I due ultras della Lazio: «Noi, come lo Zen di Palermo». Si dicevano «nullatenenti» e incassavano in contanti dai biglietti delle feste. All'assessore: «Siamo figli di costruttori, abbiamo uno zio in Parlamento»

"Questa è Cortina, qui comandiamo noi". (ANSA)

Con le minacce avevano già acquisito locali pubblici ampezzani. Sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso, vicini agli ultrà della Lazio 'Gli irriducibili' (ANSA)

Così agivano secondo i carabinieri e la procura di Venezia i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi, arrestati mercoledì mattina a Roma: «Qui comandiamo noi». L'incontro con…

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