Il Senato ha approvato la conversione in legge del cosiddetto “decreto Sicurezza”, che è quindi definitiva (la Camera lo aveva fatto il 29 maggio). Il testo era stato duramente contestato dalle opposizioni e in generale da molte persone, associazioni ed esperti di diritto, che lo considerano eccessivamente repressivo: introduce numerose nuove fattispecie di reato e aumenta le pene per molte altre, secondo i critici limitando anche le possibilità di espressione del dissenso. La seduta al Senato era stata temporaneamente interrotta dalla protesta di alcuni senatori dell’opposizione, che si erano seduti al centro dell’aula e avevano cantato «vergogna! vergogna!» contro il decreto. Ulteriori disordini ci sono stati dopo un intervento del senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, che aveva accusato provocatoriamente la sinistra di favorire la criminalità.

Nuove misure, da occupazioni abusive a detenute madri, servizi segreti e resistenza passiva

Alcuni senatori di di minoranza si sono avvicinati allo scranno di Balboni, fermati dai commessi

I voti contrari sono stati 69 e una astensione