Il decreto sicurezza - o "decreto paura" come lo chiamano a sinistra - è legge. Per il provvedimento più dibattuto negli ultimi 18 mesi dentro e fuori i Palazzi, è stato un crescendo. E un'accelerata, nei tempi: con 109 voti favorevoli e 69 contrari il Senato lo approva, blindato dalla fiducia, a sei giorni dalla deadline per la conversione in legge.

Al traguardo si arriva con un sit-in in stile gandhiano organizzato di mattina in Aula da Pd, M5s e Avs. Protagonisti decine di senatori, seduti a terra, gambe incrociate e mani alzate che urlano "Vergogna!" e mostrando cartelli con la scritta "Denunciateci tutti". E un finale, all'ora di pranzo, da guerriglia verbale: tra Fratelli d'Italia e il resto delle opposizioni, si sfiora la rissa. Il senatore questore Gaetano Nastri cerca di evitare il peggio ma torna a casa con una spalla contusa.

Cronaca di uno scontro annunciato, duro e prolungato sulla legge che introduce "14 nuovi reati e terrificanti aumenti di pena" come denuncia il fronte del 'no', e che restringerebbe il campo dei diritti e del dissenso. Il centrodestra invece esulta. Lo fa il partito di Giorgia Meloni con uno striscione ("Lo Stato torna forte") sventolato orgogliosamente sotto Palazzo Madama.