Roma, 4 giu. (askanews) – Il decreto legge sicurezza convertito in legge dello Stato con 109

si, 69 no e una astensione in Senato, il provvedimento-bandiera del centrodestra è diventato legge dello Stato con un nuovo voto di fiducia, dopo quello della Camera la scorsa settimana. Tra le proteste delle opposizioni, in una seduta ad alta tensione. Si inizia con un sit-in. Opposizioni seduti a terra in aula, subito dopo l’avvio dei lavori dell’assemblea del Senato per denunciare la loro netta contrarietà al dl sicurezza che, sostengono, è un “decreto paura” contro il “dissenso nelle sue varie forme”, dalla resistenza passiva in carcere e nei Cpr al reato di blocco stradale con il proprio corpo.

I parlamentari di Pd, M5S e Avs hanno alzato cartelli con su scritto ‘denunciateci tutti’. Non appena i senatori, guidati dai capigruppo, sono entrati e si sono seduti a gambe incrociate nel centro dell’emiciclo, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha provato a far andare avanti i lavori e ha deciso di dare la parola al primo iscritto a parlare, il leader di Azione Carlo Calenda.”E’ già accaduto con la presidenza Schifani che fece proseguire la seduta. State comodi, c’è ancora posto ai bordi – ha detto La Russa tra gli applausi del centrodestra – vi chiedo solo di non disturbare chi parla”. Proteste e brusii dalle opposizioni al grido di “vergogna”. Presa la parola, Calenda però ha risposto: “non voglio interrompere una protesta pacifica”. Il presidente ha quindi sospeso i lavori e convocato la capigruppo. Alla protesta non ha preso parte Italia Viva.