“Vi invito caldamente a evitare di assegnare i consueti e cosiddetti ‘compiti per le vacanze‘ indiscriminatamente a tutta la classe”. A fare questo appello scrivendolo in una circolare riservata ai propri docenti, è Maria Teresa Furci, la dirigente del Convitto Nazionale “Umberto I” di Torino. Un “richiamo” che non è caduto nel vuoto all’interno della sua scuola ma nemmeno tra l’opinione pubblica dove si è aperto un vasto dibattito tra coloro che sono pro compiti e chi è contrario.

“Spunti di riflessione in famiglia al posto dei compiti per le vacanze di Natale”: la proposta ai docenti di un preside romano

La preside nella sua circolare – che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare – ha spiegato in maniera approfondita la questione: “Con l’approssimarsi del periodo di sospensione delle attività didattiche in occasione delle festività natalizie, torna puntualmente ad insinuarsi nelle nostre pratiche didattiche l’ossimoro dei ‘compiti per le vacanze’. Sappiamo bene quanto gli alunni più bravi non ne abbiano bisogno e come i più deboli, possibilmente, eviteranno di svolgerli o si faranno aiutare da genitori o amici, in calcio d’angolo, il giorno prima del rientro a scuola. Per evitare di mortificare i primi, che si sentiranno oppressi da compiti per loro superflui e ripetitivi mentre preferirebbero dedicarsi ad esperienze più interessanti e arricchenti in contesti sociali e familiari non soliti, e aiutare invece chi è in difficoltà a sfruttare a proprio vantaggio il ‘periodo di riposo’, vi esorto a personalizzare, eventualmente, gli argomenti di ripasso per gli alunni più deboli e a premiare i più meritevoli con la ‘libertà dagli obblighi scolastici’”.