Siete dentro una libreria per arraffare un libro a caso da regalare a Natale, vero? Fermatevi un istante. Per voi c’è qualche suggerimento per fare bella figura con amici o parenti. Prima che sbianchino di fronte all’ennesimo romanzo che andrà a fare compagnia per anni sulla credenza al vaso cinese.
1 – Alice Feiring – VINO NATURALE PER TUTTI (Slow food Editore). Non so se avete presente il vino naturale? È una sorta di eretica utopia che oscilla tra il Sacro Graal e la rivoluzione copernicana dell’agroalimentare. Di base si tratta di quel vino senza alcuna aggiunta “estranea” in vigna e in cantina per omogeneizzare gusto, olfatto e standard chimico-industriali di vendita. Se volete capire tutto di questo piccolo ma entusiasmante mondo del vino che non lascia un cerchio alla testa dopo un’instancabile bevuta, il libro della Feiring (rieditato di recente) è un buon manuale del sapere enologico nudo e crudo. Dalla macerazione sulle bucce ai lieviti naturali, dal tappo a corona ai famigerati acidità e tannino: ricordandovi sempre che nei bottigliozzi del market “esistono più di 72 possibili additivi ufficiali, perfettamente legali e del tutto superflui”. Cin cin.
2 – George Simenon – L’AMERICA IN AUTOMOBILE (Adelphi) – Volete fare bella figura con gli appassionati del commissario Maigret o con qualche amico che dopo Bruce Chatwin e Bill Bryson pensa di sapere tutto sulla letteratura di viaggio? Ebbene questa perla antropologico letteraria suddivisa in tre capitoli datati 1946, 1952, 1958, qui uniti in unico formato tascabile, rappresentano l’incredibile curiosità sul mondo e sulla dignità della vita di uno scrittore indomito e iperprolifico. 5mila chilometri su due auto – una Chevrolet e una Oldsmobile – percorrendo la Route 1, dal Maine alla Florida, un coast to coast verticale o longitudinale che si impregna di polvere e dettagli infinitesimali, di prezzi della benzina e di aria climatizzata (e finestre chiuse) in ogni stagione, di buonumore come stato della mente e di un popolo ottimista che preferisce due pugni in faccia agli studi umanistici che generano dubbi. Lo sguardo di Simenon è contemplativo, sussiegoso e a suo modo naif. Con cartina geografica in apertura.
