Avete presente quando tutti, e proprio tutti, parlano bene e con entusiasmo di un film che già dall’annuncio dell’inizio di riprese voi sentivate di detestare e che avevate giurato mai avreste visto? Il più delle volte ci si sente indignati, infastiditi o se non altro straniti dal fatto che gli altri esseri umani attorno a voi, e che magari sono gli stessi con cui per anni avete condiviso giudizi al miele o al vetriolo sulle opere cinematografiche di questo o quel regista, di colpo si entusiasmino per qualcosa che voi ritenete (pur senza averlo visto) uno spreco di denaro per chi lo ha prodotto e di tempo per quegli sprovveduti che sono andati al cinema a vederlo.

Ecco, a me è capitato diverse volte e, con la rinomata cocciutaggine sarda che mi caratterizza sin dai primi vagiti, fino ad oggi ero sempre riuscito a tenere fede al probabilmente sbagliatissimo pregiudizio di cui vi dicevo.

Ci sono riuscito fino a quando nei cinema non è arrivato Barbie, il film con protagonisti Margot Robbie e Ryan Gosling. Avendo amato alla follia l’interpretazione intensa e drammatica (nel migliore dei sensi semantici possibili) che Robbie fece della discussa e discutibile pattinatrice Tonya Harding nel film Tonya (pellicola grazie alla quale nel 2018 la nostra Margot fu anche candidata all’Oscar) trovavo insensata la scelta di piegarsi ad un film dichiaratamente da cassetta o da Blockbuster – direbbero quelli nati come me nell’epoca in cui esistevano ancora i videoregistratori.