di Alberto Barbieri*
Ascoltando il recente videomessaggio di Giorgia Meloni – seguito all’impennata degli sbarchi di migranti a Lampedusa – confesso di aver avuto l’impressione di trovarmi in un episodio della serie Black Mirror. In un mondo distopico, un governo impotente deve far fronte a una crisi inarrestabile e ripropone ai cittadini, colpiti da una ricorrente amnesia e perciò incapaci di reagire, sempre le stesse misure inutili quanto dannose, in un circolo vizioso senza fine.
Andando nel concreto, la presidente del Consiglio ha annunciato una serie di misure straordinarie per contenere gli sbarchi. Tra le altre cose chiederà al prossimo Consiglio europeo l’immediata attivazione di una missione per bloccare la partenza dei barconi dalle coste africane. In altri termini una riedizione del famigerato “blocco navale” proposto già alcuni anni fa dalla stessa Meloni ed evidentemente del tutto inattuabile poiché contrario al diritto internazionale, oltre che a ogni senso di umana misura. E ancora la premier annuncia il prolungamento dei tempi di trattenimento nei cosiddetti CPR (centri di permanenza per i rimpatri) dei migranti in condizione di irregolarità fino al massimo consentito dalle attuali normative europee, ossia un anno e mezzo. “Non conviene affidarsi ai trafficanti, se entrate illegalmente, sarete trattenuti e rimpatriati” questo è il minaccioso messaggio di Giorgia Meloni per i migranti.






