La vera novità di queste settimane è che gli Stati Uniti si stanno disimpegnando dalla guerra in Ucraina e stanno passando la patata bollente completamente nelle mani dell’Europa. E’ infatti del tutto evidente che di fronte al fallimento della controffensiva militare ucraina le classi dirigenti statunitensi – che già erano divise prima – stanno maturando l’idea che la guerra ucraina non meriti più tutto lo sforzo finanziario fatto sino ad ora. In più i costi della guerra e la sua utilità – rispetto al bersaglio grosso della Cina – sono entrati decisamente nella campagna elettorale delle future presidenziali e così il compromesso tra democratici e repubblicani per evitare il collasso del bilancio federale si è chiuso tagliando le spese militari per l’Ucraina. Per adesso zero dollari.
I media nostrani fanno finta di non accorgersene e continuano a parlare male dei russi, a magnificare la controffensiva ucraina e a derubricare ad incidente di percorso il taglio dei fondi Usa per l’Ucraina, ma le cose non stanno in questo modo. Del resto questa mossa statunitense ha una sua logica perché gli Stati Uniti i loro obiettivi, per quanto riguarda l’Europa, li hanno sostanzialmente realizzati. Vediamo:






