Le differenze tra le Regioni nella somministrazione delle dosi di vaccino anti Covid «sono difficili da accettare. Le Regioni seguano le priorità del piano nazionale» ha scandito il premier Mario Draghi nelle sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue. Il governo è pronto a mettere in campo una valutazione settimanale dell’andamento della campagna di somministrazione nelle Regioni per intervenire in caso di differenze tra i diversi territori e qualora non venissero rispettate le priorità indicate dal piano nazionale. L’obiettivo, ha confermato il premier, è portare il ritmo delle somministrazioni a mezzo milione di dosi al giorno. «Il governo renderà pubblici questa settimana tutti i dati» sui vaccini «sul sito della Presidenza del Consiglio, Regione per Regione, categoria di età per categoria di età».

Intanto, si fanno largo alcune ipotesi più approfondite. Francesco Figliuolo, il commissario straordinario all’Emergenza, propone di prevedere una revisione delle percentuali di ripartizione dei vaccini nelle Regioni, da calcolare in base alla popolazione residente. Dal calcolo della popolazione residente nelle Regioni sarebbe esclusa la popolazione under 16 e over 80. A chiederlo in passato al Governo erano stati gli stessi governatori. Al momento la ripartizione è ancora calcolata, invece, sulla base liste della popolazione target.