Amazon ha registrato la sua prima perdita trimestrale dal 2015, un risultato che riflette gli attuali trend macroeconomici che vedono un crollo degli acquisti online, un aumento dei costi dovuti all'inflazione e ai problemi della catena di approvvigionamento e il nervosismo del mercato nei confronti delle startup di veicoli elettrici. Secondo Reuters ci sarebbe da considerare anche l'aumento dei salari offerti dall'azienda, finalizzati ad attrarre maggiormente i lavoratori. In un centro logistico a New York è stata approvata con una votazione la creazione del primo sindacato statunitense di Amazon, un risultato contestato dal rivenditore online.

Il fatturato del colosso tecnologico ha osservato una crescita di circa il 7% a 116,4 miliardi di dollari nel trimestre concluso a marzo (al di sotto delle stime di consenso a 116,43 miliardi e della guidance, compresa tra i 112 e i 117 miliardi), segnando il ritmo più lento degli ultimi vent'anni, mentre i consumatori sono tornati alle abitudini pre-pandemia e a spendere più denaro nei negozi fisici. La perdita è stata pari a 3,84 miliardi di dollari a fronte dell'utile record di 8,11 miliardi di dollari riportato un anno fa, quando l'impennata degli ordini online innescata dalla pandemia aveva sollevato le prospettive dell'azienda.