Francesco Gaetano Caltagirone non molla su Generali. A poche ora dall'assemblea della compagnia che ha decreto la conferma di Philippe Donnet come ceo per un terzo mandato con il 55,9% delle preferenze arrivano le dichiarazioni dell'imprenditore capitolino, che aveva presentato una lista alternativa a quella del board e che ha ottenuto il 41,73% ottenendo il diritto ad avere un posto in consiglio insieme a Marina Brogi e Flavio Cattaneo.

"Gli azionisti hanno votato: la maggioranza, oltre il 55%, ha preferito proseguire con Donnet piuttosto che l’alternativa di sviluppo proposta dal mio Gruppo. Sono convinto che Generali possa essere migliore e possa crescere molto. Per questo il mio gruppo ha presentato una lista che ha avuto il 42% dei voti, tutti gli italiani sono con noi senza eccezioni e sono tutti soci stabili. Soci che vogliono che Generali rimanga una società radicata in Italia e legata all’Italia", ha dichirato aggiungendo che "Chi è socio stabile vuole che insieme al grano che si semina ad ottobre e si raccoglie a giugno, si pianti l’albero che darà frutto negli anni. La speculazione, invece, vuole prendere subito quello che può e scappare".

Nessun segnale di resa quindi nella partita per la gestione della compagnia. "Sono convinto che parte del risultato sarà comunque conseguito perché un consiglio di amministrazione eletto dal 55% dei voti non potrà non tenere conto dell’altro 45%. Sono mancati i voti dei soci stranieri più lontani dalla realtà italiana, che credo non abbiano pienamente percepito quanto sia necessario il cambiamento per una società forte a lungo termine che deve rimontare le posizioni perse negli ultimi venti anni", ha poi dichiarato ringraziondo chi lo ha sostenuto che <fin quando lo riterrò ragionevole, continuerò a operare perché il cambiamento avvenga".