La sede di Generali
Ieri la riunione è andata avanti a lungo nel consiglio di amministrazione, ma alla fine Cassa Forense nella partita per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Generali Assicurazioni ha deciso di schierarsi dalla parte della lista di Francesco Gaetano Caltagirone che come ceo della compagnia candida Luciano Cirinà. E non si tratta di una mossa di poco peso considerando che l'ente previdenziale degli avvocati detiene poco meno dell'1% delle azioni della compagnia assicurativa italiana.
In ogni caso, se indiscrezioni di una partecipazione all'assemblea di venerdì vicine al 70% venissero confermate, il ceo di Generali, Philippe Donnet, candidato della lista del board, avrebbe la probabile vittoria in tasca. La lista di Caltagirone (che del Leone ha una quota del 9,95%), sfidante di quella del board, è accreditata per una quota vicina al 30%. Dalla sua ha Leonardo Del Vecchio (anche lui accreditato per una quota superiore al 9%) e Fondazione Crt (con l'1,7%).
Percentuale che potrebbe salire al 26% con il supporto, probabile, dei Benetton (4%) e poi c'è appunto l'1% di Cassa Forense ma ci sarebbero anche le fondazioni (tre, tra cui Cuneo), passando per famiglie come i Seragnoli (0,6%) o ancora i Minozzi e i Lavazza (raccolti in Invag che pesa per lo 0,76%). Così il suo fronte potrebbe spingersi, appunto, fino quasi al 30%, si calcola, ma che non basterebbe, però, a superare i voti della lista del board pronta a ricandidare l'attuale ceo per un terzo mandato.
