Nuovo colpo di scena nel risiko bancario. Ieri Monte dei Paschi di Siena ha divulgato un comunicato contenente le informazioni integrative richieste dalla Consob in merito alle offerte pubbliche su Banco Bpm e Banca Generali, lanciate dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio nel pieno del tentativo di scalata di Intesa Sanpaolo. Si parla di sinergie, si forniscono dettagli aggiuntivi (anche se non tutti). Ma soprattutto da Rocca Salimbeni fanno sapere che le offerte su Banco Bpm e Banca Generali hanno «carattere irrevocabile» e «non sono subordinate al mancato perfezionamento dell’Offerta» di Intesa Sanpaolo. Per cui, anche nel caso in cui l’Opas andasse a segno prima della loro conclusione provocando un «mutamento del controllo», questo «non determinerebbe, di per sé, la decadenza, l’inefficacia o la facoltà di revoca delle Offerte». Il che significa che, ammesso e non concesso che l’assemblea straordinaria di Mps del 29 ottobre approvi le operazioni, Intesa si ritroverebbe, una volta diventata padrona di Mps, con le Ops su Banca Generali e Banco Bpm ancora in piedi. A meno che non decida di rinunciare alla sua offerta su Siena o si aprano altre strade previste dalle condizioni delle offerte Mps. Una circostanza certo non ancora dietro l’angolo, anche perché Lovaglio - che in questi giorni è a New York e la prossima settimana sarà a Londra a un evento di Bank of America - è al centro di un forcing di appuntamenti per convincere i fondi a sposare il suo progetto a tre. Un’impresa difficilissima, anche per un uomo che in passato ha saputo sovvertire ogni genere di pronostico.La nota di Mps si addentra anche nei dettagli del maxi piano di aggregazione. Se il Monte riuscisse a portare a casa sia Banco Bpm sia Banca Generali, stima 1,8 miliardi di sinergie annue ante imposte a regime dal 2029, a fronte di 1,9 miliardi di costi di integrazione una tantum. Dei 1,8 miliardi, 1,2 miliardi arriverebbero dai tagli dei costi e altri 600 milioni da maggiori ricavi e risparmi sui costi di raccolta. Mps-Banco Bpm diventerebbe un colosso da quasi 700 miliardi di masse. Il gruppo combinato avrebbe 448 miliardi di attivi, 243 miliardi di crediti alla clientela, 299 miliardi di raccolta diretta e 693 miliardi di masse finanziarie complessive. Banca Generali sarebbe invece il baricentro del wealth management, con una rete da 2.500 consulenti finanziari.A valle del comunicato, alcuni analisti hanno evidenziato perplessità. Per Equita, consulente di Intesa Sanpaolo, l’operazione Banca Generali risulta «diluitiva per l’azionista Montepaschi». Restano inoltre sostanzialmente «irrisolti alcuni dei principali elementi di incertezza già evidenziati in precedenza», tra cui «la gestione delle partecipazioni incrociate tra Bmps e Assicurazioni Generali» e «l’assetto futuro delle principali fabbriche prodotto del gruppo combinato». Mps, utilizzando i prezzi di mercato dell’11 settembre, ha affermato che le offerte esprimerebbero un premio implicito del 3,4% su Banco Bpm e del 12,8% su Banca Generali, pur riconoscendo che tali valori incorporano l’effetto dell’Opas Intesa, senza il quale sarebbero a sconto. Da Kepler, invece, restano convinti: «L’offerta di Intesa avrà la meglio».
Mps sfida ancora Intesa: “Nostre Ops irrevocabili”
Monte Paschi: “Offerte a sconto rispetto ai valori precedenti la mossa di Ca’ de Sass”. Lovaglio vola a New York per provare a convincere i fondi







