La locomotiva brucia a pochi chilometri dalla Polonia; poche ore dopo, a Vilnius, un caccia Nato decolla per inseguire quello che si rivelerà uno stormo di uccelli. Più a sud, intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, tornano le accuse di attacchi con droni. Tre episodi diversi descrivono la stessa realtà: la guerra russo-ucraina preme sulle frontiere orientali dell’Europa e restringe lo spazio tra un’azione militare, un falso allarme e un incidente capace di produrre conseguenze ben più ampie.
Il convoglio colpito a due chilometri dalla frontiera
Secondo Ukrzaliznytsia, la compagnia ferroviaria statale ucraina, un drone russo ha centrato la locomotiva di un treno passeggeri nella regione di Volinia, ad appena due chilometri dal confine polacco. Il personale e i viaggiatori erano stati fatti scendere prima dell’impatto e non sono stati segnalati feriti.
Nella stessa area, un altro velivolo senza pilota ha colpito nei pressi di Yahodyn, località che ospita uno dei principali valichi stradali e ferroviari tra i due Paesi. L’attacco, avvenuto a meno di un chilometro dalla frontiera, ha provocato un incendio in una stazione di servizio e coinvolto alcuni camion. Non risultano vittime.













