La vicenda drammatica di una giovane governante, Marie (una straordinaria Mathilde Arcel), che sta per sposare il ricco e anziano vedovo per cui lavora, Christian: è la storia al centro di Woman Unknown, il film Leone d'Oro dell'83/a Mostra del Cinema di Venezia, diretto dalla regista danese di origine egiziana May el-Toukhy, inizialmente unica cineasta selezionata per il concorso ufficiale (le si è poi aggiunta Rachel Szor, coregista del documentario sulla Palestina, Naza, al quale va il Premio Speciale della Giuria).
Siamo nella Danimarca del dopoguerra. La protagonista custodisce un segreto: durante la seconda guerra mondiale ha avuto una relazione con un soldato tedesco e il suo passato minaccia di tornare a chiederle il conto. È così costretta a fare tutto ciò che è in suo potere per preservare il suo nuovo status di padrona di casa nel caos del dopoguerra. Il film sarà distribuito in Italia da Lucky Red.
"Tutto è nato - ha spiegato la regista al Lido - da una foto riproposta da un giornale danese con una donna seduta su una panchina con i vestiti strappati. C'era un che di pornografico in quella foto e aveva poi una svastica dipinta sulla schiena. Così abbiamo iniziato a fare delle ricerche e scoperto che queste foto erano un monito rivolto alle donne a usare bene il proprio corpo. Ho sentito così subito l'opportunità di raccontare questa storia".











