Nel secondo giorno del processo per il furto con scasso subito da Gianluigi Donnarumma e dalla sua compagna di vita, Alessia Elefante, nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2023 a Parigi, il 21enne Ilyas Kherbouch è stato condannato a nove anni di reclusione e al pagamento di una multa di 80mila euro.Assolto il presunto ideatoreSentenza diversa, invece, per il 22enne Khyan Mamouni che, indicato dall’accusa come presunto ideatore del furto insieme a un uomo soprannominato “Ganito”, è stato assolto. Moktar Diop, 24 anni, accusato di aver fatto da palo la notte del furto e che ha ammesso il proprio coinvolgimento, è stato condannato a cinque anni di reclusione, di cui due con la condizionale.Come spiega il quotidiano francese L’Equipe, per Khyan Mamouni erano stati richiesti nove anni di carcere più una multa di 100mila euro mentre per Ilyas Kherbouch la richiesta iniziale è stata pari a dieci anni di reclusione e multa da 100mila euro. Colui che è stato, dunque, reputato come il maggiore “regista” del colpo è riuscito a scappare dal carcere lo scorso 13 marzo per poi essere catturato quasi due settimane dopo.L’aborto di AlessiaUn vero e proprio choc che non si può dimenticare e che ha avuto, purtroppo, conseguenze tangibili anche sulla vita della coppia. Quella maledetta notte della rapina, l’ex portiere del Psg è stato immobilizzato e preso a pugni sul volto mentre la compagna, oltre a essere picchiata, è stata minacciata con il filo di ricarica di un telefono cellulare stretto sul collo. Durante l’attacco nella loro casa, i malviventi hanno rubato diversi oggetti dal valore stimato di poco inferiore a un milione di euro. Alessia, nei giorni seguenti, ha anche perso il bambino che portava in grembo. La coppia, che si è sposata la scorsa primavera, non è stata presente all’udienza.Ricordiamo che nel primo giorno, l’udienza ha vissuto momenti di tensione per il comportamento del fratello di Ilyas Kherbouch che si è lasciato andare a insulti, sputi e minacce, perdendo del tutto il controllo. Ben undici agenti sono entrati in aula per fermarlo e riportarlo all’esterno dell’edificio.