L'unico spiraglio per ora resta lunedì, on Oman, dove si terrà un vertice tra Iran, Iraq e i Paesi del Golfo
L’avanzata delle milizie Houthi lungo le coste dello Yemen scuote gli equilibri del Medio Oriente e fa schizzare il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile. Con la conquista della città portuale di Mocha e dell’isola di Perim, lo gruppo filo-iraniano ha preso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb, interrompendo di fatto la tregua in vigore dal 2022. La mossa, combinata al blocco di fatto dello stretto di Hormuz — dove il traffico navale è sceso sotto le dieci unità al giorno —, consente a Teheran di strangolare i collegamenti marittimi fondamentali per l’export energetico verso l’Occidente.
La posizione di Washington e la replica Houthi
In questo scenario d’alta tensione si inserisce lo scontro verbale tra la Casa Bianca e le milizie yemenite. Da Dublino, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Houthi avrebbero contattato direttamente Washington per evitare un’escalation: «Ci hanno chiamato e non vogliono combattere con noi, ci hanno chiesto di non attaccarli». Ma nel giro di poco tempo è arrivata la smentita dell’esponente Houthi Hizam al-Assad che, ai microfoni di Al Jazeera, ha rigettato la versione americana definendo le affermazioni del presidente Usa prive di fondamento e bollando la narrazione della Casa Bianca come una falsificazione della realtà.










