ROMA Non saranno novemila, come previsto dalla prima versione del testo, ma bastano a rendere ostica la corsa dei partiti non presenti in Parlamento alle prossime elezioni. La riformulazione dell'emendamento di FdI allo Stabilicum viene approvata dall'Aula di Palazzo Madama all'esito di un dibattito arroventato: niente norma "anti-cespugli", quella che avrebbe fatto disperdere i voti delle forze al di sotto del 3%, ma in compenso l'innalzamento del numero minimo di firme per presentare liste alle urne: da 1.500 a 6mila per collegio (fino a un massimo di 7mila). Una misura che colpisce in pieno Progetto civico, il partito guidato da Alessandro Onorato. Il quale, di tutta risposta, ha preso carta e penna per denunciarne l'incostituzionalità a Sergio Mattarella.
Non finirà qui: non solo perché l'assessore romano è pronto a continuare la sua protesta nei prossimi giorni, ma anche perché Giuseppe Conte, giunto in suo soccorso, ha chiesto «l'impegno degli alleati». Come? Facendo la propria parte nella raccolta firme e garantendo, se fosse necessario, «rappresentanza parlamentare» per Onorato. Solo così, con una componente nel Misto, il numero di firme da raccogliere, come è per Più Europa, si ridurrebbe drasticamente.











