A Nuova Delhi il diciottesimo vertice del blocco di Paesi antagonista al G7, con Narendra Modi padrone di casa. Xi e Putin si parleranno, ma al momento non è previsto nessun bilaterale. Hormuz e la crisi petrolifera al centro dei lavori

Ha preso il via ufficialmente l’edizione numero 18 del summit dei Paesi Brics, che compongono il blocco alternativo e antagonista al G7. E stavolta la bandiera battente sul vertice è quella indiana, visto che a Nuova Delhi spetta la presidenza di turno. Il piatto forte, nemmeno a dirlo, la sintonia non sempre a prova di bomba tra Xi Jinping e Vladimir Putin, freschi di stretta di mano, un po’ fugace, a un altro importante consesso, quello della Shangai cooperation organization, due settimane fa.

Putin è arrivato ieri mattina a Nuova Delhi. Il presidente russo, accolto all’aeroporto di Palam dal ministro degli Esteri indiano Kirti Vardhan Singh, resterà in India per tre giorni. La visita, peraltro comprende il vertice dei leader e una serie di colloqui bilaterali con il primo ministro Narendra Modi. Il leader cinese Xi Jinping, invece, è arrivato ventiquattr’ore dopo nella capitale indiana. Guardando alle agende, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato che, durante il vertice, il leader cinese discuterà della situazione internazionale e del rafforzamento della cooperazione con i leader degli Stati membri del blocco. Anche se, va detto, secondo quanto trapelato in precedenza dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, non è previsto alcun incontro ufficiale tra il presidente russo e il suo omologo cinese a margine del vertice, sebbene i leader potrebbero avere brevi colloqui.