Tra Putin, Xi, Pezeshkian e le fratture che attraversano l’ordine globale, il vertice Brics mette alla prova l’autonomia strategica dell’India. La sfida di Modi è fare della multipolarità uno spazio di dialogo, evitando che diventi soltanto una nuova politica dei blocchi
Quando i leader dei Brics si riuniranno a Nuova Delhi il 12 e 13 settembre, l’importanza del vertice non dipenderà soltanto dalla dichiarazione finale. Conterà soprattutto chi siederà intorno allo stesso tavolo e, ancora di più, la capacità dell’India di tenere insieme interlocutori che le fratture geopolitiche degli ultimi anni hanno collocato su fronti sempre più distanti.
Nella capitale indiana sono attesi il presidente cinese Xi Jinping, quello russo Vladimir Putin e quello iraniano Masoud Pezeshkian, insieme al sudafricano Cyril Ramaphosa, all’indonesiano Prabowo Subianto e ai leader degli altri Paesi membri, oltre ai rappresentanti degli Stati partner e agli invitati dell’outreach indiano.
Sarà uno degli incontri politicamente più eterogenei degli ultimi anni, ospitato dalla più grande democrazia del mondo mentre guerre, sanzioni e rivalità strategiche stanno nuovamente spingendo il sistema internazionale verso una logica di blocchi.











