I Brics alla prova di Delhi tra guerra in Ucraina, tensioni in Medio Oriente e rivalità tra India e Cina. La sfida è evitare una deriva antioccidentale e fare del vertice uno spazio di dialogo tra potenze contrapposte
Quando i leader dei Brics si riuniranno a Nuova Delhi il 12 e 13 settembre, al tavolo siederanno Paesi che rappresentano quasi metà della popolazione mondiale, ma anche alcune delle principali fratture geopolitiche del nostro tempo. Vladimir Putin porterà con sé il peso della guerra in Ucraina, Masoud Pezeshkian quello dello scontro che attraversa il Medio Oriente, mentre il ritorno di Xi Jinping in India arriva dopo anni di forte tensione tra le due grandi potenze asiatiche.
Per Vas Shenoy, Chief Representative per l’Italia della Indian Chamber of Commerce, fondatore della Indo-Mediterranean Initiative e analista geopolitico, è proprio questa eterogeneità a rendere il vertice particolarmente significativo. La sfida della presidenza indiana, spiega, non è cancellare le divisioni, ma dimostrare che non devono necessariamente impedire il dialogo. E soprattutto evitare che i Brics si trasformino semplicemente in un nuovo blocco contrapposto all’Occidente.
Perché il vertice dei Brics di Delhi è così importante?














