Pubblicato il: 12/09/2026 – 10:14

Tempo di verdetti alla Mostra del Cinema di Venezia, anche per il Premio collaterale “Pop Art Award 1964”, giunto alla sua III edizione e nato per celebrare, dopo la ricorrenza della vittoria alla Biennale di Venezia dell’artista Robert Rauschenberg, l’evento che porta la Pop Art al successo internazionale. E’ proprio da quell’episodio che la Pop Art americana, questa nuova forma d’arte che aveva inizialmente scandalizzato l’opinione pubblica, viene definitivamente accettata nel mondo dell’arte. Con questo premio, ideato da Piero Mascitti, all’83ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia la giuria della Cineteca della Calabria, presieduta da Eugenio Attanasio e composta da Mariarosaria Donato, Davide Cosco e Domenico Levato, sceglie un film “al femminile”, capace di condurci nel mondo della fotografia di reportage di guerra e, al tempo stesso, di rappresentare un monito per una contemporaneità che non sembra aver lasciato i conflitti al passato.

Da Blow-Up alla Guerra civile spagnola

Sessant’anni dopo Blow-Up di Michelangelo Antonioni, il film che nel 1966 aveva iconizzato un’epoca, quella della Swinging London, attraverso la figura del fotografo interpretato da David Hemmings, ritroviamo una pellicola che racconta un mestiere ed il suo rapporto con la realtà. Non sono i patinati “Middle Sixties”, con Veruschka e Jane Birkin, a fare da sfondo, ma gli anni delle Brigate internazionali e dell’avvento del franchismo: anni terribili ma, al tempo stesso, attraversati da una forte spinta solidaristica, per la capacità di attrarre uomini e donne pronti a lottare per l’affermazione dei propri ideali.