Presentato il film di Alina Marazzi ispirato al romanzo Premio Strega

Venezia, 2 set. (askanews) – “La ragazza con la Leica”, presentato all’83esima edizione della Mostra di Venezia come film d’apertura della sezione Orizzonti, è la storia di una grande fotografa di guerra del passato, Gerda Taro, che ci fa riflettere su quanto sia importante la testimonianza diretta dei conflitti. La regista Alina Marazzi si è ispirata al romanzo di Helena Janeczek vincitore del Premio Strega per raccontare la vitalità e il coraggio di questa giovane donna morta nel 1937, in Spagna, dove era andata per raccogliere testimonianze fotografiche della guerra civile.

La regista durante la conferenza stampa a Venezia ha spiegato: “E’ stata la lettura del romanzo che mi ha restituito la complessità, la contemporaneità anche di questa figura femminile. Il romanzo è già costruito intrecciando diversi piani temporali, intrecciando narrazione con documentazione storica e questo ha risuonato particolarmente in me e mi ha fatto immaginare un certo tipo di film che poi sono riuscita a realizzare”.

Il film è ambientato nel luglio del ’37 a Parigi, dove Gerda si era rifugiata con alcuni compagni dopo essere fuggita dalla Germania nazista. Tra passato e presente, man mano, riaffiorano i momenti che hanno segnato la sua vita: l’impegno politico a Lipsia accanto al suo primo amore, gli anni dell’esilio a Parigi, il colpo di fulmine con Robert Capa, la scoperta della fotografia e il desiderio, sempre più forte, di usare la sua Leica come strumento di lotta e di libertà.