A provocare il terremoto è stato lo scontro fra due famiglie protagoniste da decenni nel mondo delle caffetterie storiche di Torino. Il caffè Fiorio, affacciato su via Po 8, il 2 settembre scorso ha chiuso — temporaneamente — i battenti e lo ha fatto nel modo più traumatico. Un ufficiale giudiziario si è presentato all’ingresso della storica caffetteria e ha chiesto ai gestori la consegna delle chiavi. Sotto i portici, da quel momento, le serrande sono abbassate. A far scattare lo sfratto è stato Nicola Cesaro, titolare del bar Fiorio, proprietario anche del Caffè Torino e di altri locali della ristorazione torinese. A dover lasciare la caffetteria in via Po sono stati Vito e Noris Strazzella, padre e figlia, gestori dell’attività, nel cui passato figurano anche il Caval ’d Brons, il Caffè San Carlo e il Platti e che oggi sono alla guida di Dezzuto e del Petit.
Contratto di gestione scaduto La vicenda nasce dalla scadenza, lo scorso febbraio, del contratto di quattro anni per la gestione del bar. «Gli Strazzella non se ne volevano andare e sono stato costretto a cacciarli», dice Cesaro. Una versione respinta da Noris Strazzella: «Siamo rimasti fino a settembre in accordo con Cesaro perché eravamo in trattativa con lui per la cessione dell’attività — dice —. Poi abbiamo lasciato le chiavi in modo pacifico». Oggi le serrande del Fiorio sono giù e, sotto i portici, alcuni cartelli annunciano lavori in corso. «Ci stiamo facendo belli per voi, torniamo presto». Cesaro conferma che la manutenzione è cominciata e assicura la riapertura entro fine ottobre: «Il bar sarà gestito direttamente da noi».









