Un palazzo in miniatura trasformato in voliera, completo di torretta, tegole e bandierina al vento, monta la guardia sotto il loggiato del centro Sant’Agostino, che ospita Cortonantiquaria: la rassegna vive oggi la penultima giornata prima della chiusura di domani. A indicarlo tra i pezzi più curiosi è Roberto Borali, dell’Antichità R.B. oggetti d’arte di Bergamo, da quindici anni presenza fedele alla mostra, prima su in città e ora nel chiostro: "L’importante, nell’antiquariato, è un termine che non esiste: lo è magari solo per me. Ma quel modellino adibito a voliera lo trovo davvero originale".
Quest’anno Borali ha venduto soltanto oggettistica – nessun mobile, nessun dipinto – ma la mostra gli ha comunque dato soddisfazione, con tante piccole vendite quotidiane. "Sono contento – racconta – del resto oggi si vende solo l’oggettistica".
Il suo è anche uno sguardo lucido sul mestiere: "Dopo la pandemia viviamo su un altro pianeta. Le persone sono diventate più diffidenti, e l’euro ci ha impoveriti. Chi spendeva cinquecento o mille euro per togliersi uno sfizio oggi non c’è più. O grandi acquisti, o piccole cose". Da qui una proposta per il futuro: "Userei le pareti del cortile come stand per vetrine e oggetti piccoli, e ridurrei gli spazi più grandi. Una decina di espositori in più farebbe la differenza: la gente non si muove da lontano per vederne diciotto".






