HomeUmbriaCronacaFiera dei Soprastanti. Grande mercato barocco con oltre 20mila spettatoriSoddisfatto il presidente della Commissione artistica Simone Agostini: "Lavoro concentrato per garantire qualità, supportando le taverne".Soddisfatto il presidente della Commissione artistica Simone Agostini: "Lavoro concentrato per garantire qualità, supportando le taverne".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’ultima edizione della Fiera dei Soprastanti è stata un successo da oltre 20mila spettatori. La manifestazione, nata nel settembre 1998, ripropone il grande mercato che si svolgeva per due mesi a Foligno già dal XV secolo. Tanto apprezzata dai folignati, e non solo, da farla diventare un appuntamento fisso della Quintana. Passeggiando per le vie cittadine, tra piazza XX settembre, via della Scuola d’arti e mestieri, piazza San Niccolò, fino alla corte di Palazzo Candiotti, sembra di fare un salto all’indietro nella storia. Scompare l’euro e vengono mascherati, il più possibile, i segni della modernità. Tutto concorre a far sperimentare ai curiosi visitatori la vita del mercato seicentesco. Tra i banchi si paga solo con il Quattrino, la moneta coniata nello Stato Pontificio sotto Papa Paolo V. Spezie, piante aromatiche, manufatti in legno, preziose stoffe e antichi gioielli profumano e colorano i vicoli e le piazze. Insieme a musici, giocolieri, artisti e popolani che trasformano Foligno in un palcoscenico all’aria aperta. "È nominata assai questa Città per una nobilissima Fiera, che si suol fare ogn’anno, cominciando dalli 20 di maggio, fino alli 20 di luglio; ove concorre moltitudine de’ mercanti da diverse parti del mondo, portando ogni sorte di mercantia", scriveva nel 1646 Ludovico Jacobilli, nel Discorso della città di Foligno. Il celebre sacerdote e storico nostrano, racconta che in questi due mesi, da secoli, in città cessava la giurisdizione del governatore e del podestà e governavano i "Soprastanti". Il loro ruolo non si esauriva nel garantire l’ordine pubblico, ma si estendeva all’organizzazione dello svolgimento della manifestazione e dell’attività di vendita, prevedendo una serie di norme e le relative sanzioni. Con un salto nei secoli, avanti nel tempo, torniamo ai giorni d’oggi. Tutt’intorno personaggi in costume d’epoca, musici che suonano il liuto, giocolieri e prestigiatori. Non manca la lettura dei tarocchi e nemmeno le chiromanti che provano a indovinare il futuro leggendo tra le pieghe delle mani. E poi un teatrino di marionette, una tenda da circo per spettacoli e giochi di ingegno per tutte le età. Persino un elefante, che a colpo d’occhio sembrava vero, si è fatto largo tra i vicoli cittadini. Non è mancato il buon cibo, offerto dalle osterie e dai rioni. Soddisfatto il presidente della Commissione artistica dell’Ente Giostra, Simone Agostini. "Ogni anno il lavoro si è concentrato per garantire la qualità, supportando le taverne nell’organizzazione dei banchi con ricostruzioni storicamente accurate, per mantenere un livello sempre più alto possibile".