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L'obiettivo è ambizioso, ma alla portata: l'Italia vuole diventare il primo partner europeo dei paesi del Mercosur. Non solo per diversificare il suo export ma anche per rafforzare le sue supply chain grazie alla disponibilità di energia e di materie prime industriali ed agricole di cui Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay sono ricchi. Economie complementari a quella italiana, con poche linee di frizione, essenziali per raggiungere il target dei 700 miliardi di export indicato dal Governo. Sono le opportunità che ha esplorato questa settimana la missione di quasi 100 imprese italiane, promossa da Confindustria con Ice Agenzia e il Ministero degli Esteri, insieme a Sace e Simest. La prima di un paese europeo. Da Buenos Aires a San Paolo e Brasilia, oltre 2.400 incontri one to one tra imprese, presentazioni, trattative, e dialogo ai massimi livelli governativi.Il presidente argentino Milei ha incontrato il ministro Tajani e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. «Sulla scrivania aveva la famosa motosega, io la so usare, ma solo per le piante», scherza Orsini. «Non mi esprimo sulla sua politica, ma osservo che l'inflazione è scesa dalle tre cifre al 20% circa». Orsini ha fatto scattare Confindustria sulla frontiera del Mercosur sin da prima della applicazione del trattato, in vigore in via transitoria dal 1° maggio. «All'incontro del 23 aprile, in Italia, con le Confindustrie di quei quattro paesi abbiamo subito messo in cantiere questa missione. Il risultato principale è stato la partecipazione delle pmi: sono loro che faranno la differenza, quelle grandi sono qui da sempre». I settori di punta della nostra industria c'erano quasi tutti: macchinari, impiantistica, transizione energetica, farmaceutica, sanità e dispositivi medici, servizi digitali. Il tessile sta preparando a sua volta una missione. La corsa dell'Italia poggia sull'eredità storica e culturale che il paese ha lasciato, milioni di oriundi che hanno sostenuto lo sviluppo economico per generazioni, restando legatissimi al tricolore. Trentadue milioni di oriundi in Brasile, circa 20 milioni in Argentina, insieme ad una presenza industriale consolidata. «Fare business con l'Italia è differente», ha riconosciuto il ministro brasiliano dello sviluppo economico Màrcio Rosa nella conferenza plenaria di San Paolo. L'Italia corre, si è mossa da squadra e con grande tempismo. Ma c'è chi ha puntato l'America Latina prima di noi e continua a investire: la Cina, presente in particolare nel settore dell'energia, delle risorse minerarie e ora anche della manifattura. «La cosa che mi ha colpito di più», spiega Orsini, «è la preoccupazione di argentini e brasiliani per la concorrenza cinese. E questi sono paesi dove il costo del lavoro è basso, noi dovremmo essere terrorizzati. In realtà la scelta deve essere di spingere su questi mercati, dove siamo visti come amici, presidiare il terreno e investire con continuità. L'abbondanza di energia è il punto chiave. Il giacimento di Vaca Muerta (nel nord della Patagonia, uno dei più grandi al mondo) esporterà quasi il 100% del suo gas e petrolio. Sarebbe strategico. Ricordiamoci che la Spagna paga l'energia un quinto dell'Italia».Il trattato Mercosur, siglato dopo 27 anni di trattative, riduce in maniera graduale dazi e tariffe a seconda del settore. E' il grande incentivo su cui si è concentrata la missione, ma per crescere serve anche altro. «Faccio un esempio che ho vissuto personalmente», spiega il presidente di Ice Matteo Zoppas negli studi di CNBC Brasile: «Un prodotto italiano ha impiegato sette anni per ottenere la certificazione in Brasile. Questo dà la misura di una barriera non tariffaria. Poi ci sono le barriere tariffarie. È stato stimato che l'accordo con il Mercosur possa generare, in dieci anni, un incremento del made in Italy di circa 14 miliardi di euro. Credo però che questa stima non tenga conto di tutta la componente delle barriere non tariffarie”. Dalla fase politica, il Mercosur entra quindi nella fase operativa. Ma con la politica dovrà fare i conti anche in futuro. Il primo test è stato il blocco deciso dalla Ue della importazione di carne dal Brasile per problemi sanitari legati agli antimicrobici. «Stiamo aiutando gli amici brasiliani a gestire questo aspetto», ha spiegato il Ministro Tajani a San Paolo, «ma sugli standard di quello che si esporta, tutti dovranno sempre rispettare le regole». E poi il paese si prepara a un delicato test elettorale, il voto del 4 ottobre. Nei sondaggi il presidente Lula da Silva è in testa, ma lo scarto è limitato e dal risultato dipenderanno gli equilibri della regione. Al centro della campagna i rapporti burrascosi con gli Stati Uniti di Trump. Un elemento in più che apre spazi per l'Italia. In Brasile ci sono 1.400 aziende italiane, che hanno un fatturato di più di 42 miliardi. I grandi ci sono da sempre. Fiat ha celebrato questa settimana i 50 anni in Brasile con la visita del Ministro Tajani allo stabilimento di San Paolo. Poi ci sono Tim, Pirelli, Techint, Mapei, Bracco e tante altre. L'interscambio supera gli 11 miliardi, con un saldo a favore dell'Italia di 500 milioni. Dall'inizio dell'anno, tuttavia, c'è una lieve flessione. La spinta dovrà arrivare proprio dalle pmi, che devono valutare anche gli aspetti finanziari, dalla assicurazione del credito al tema degli anticipi. Come affrontare questo mercato lo ha spiegato Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per Internazionalizzazione e attrazione degli investimenti: «Prima di tutto serve una fase preparatoria. Bisogna farsi supportare dalle associazioni, da Confindustria, ma anche da Ice e dalle Camere di commercio, per svolgere un lavoro preliminare di valutazione basato sui dati. Poi occorre visitare il Paese con continuità, passando dalla fase teorica e preparatoria a quella operativa».Un fattore chiave per vincere la partita del Mercosur sarà l'informazione. Per questo Class CNBC ha lanciato durante la missione il nuovo programma «Incredible Investing: le opportunità del Mercosur», la prima trasmissione italiana, in tv e sul sito di Milano Finanza, per raccontare le opportunità di questi mercati alle nostre Pmi. Un programma unico, frutto dell'accordo tra Class CNBC e Times Brasil CNBC, con una doppia conduzione, da Milano e da San Paolo. Ogni settimana le storie di successo verranno raccontate dagli imprenditori, con i consigli operativi degli esperti, delle agenzie italiane che sostengono l'interscambio e di chi finanzia l'espansione nel Mercosur.