«Cerea».

Così l’aveva salutata papa Francesco il 5 novembre di due anni fa sulla terrazza della sua casa di Roma.

Gesto d’affetto, riconoscimento di un’intesa che poggiava innanzitutto su un terreno comune, quel Piemonte contadino di cui entrambi erano figli.

Del Roero che guarda la Langa, lei; del basso Monferrato astigiano, lui.

«Sono molto transnazionale ma non mi sono mai sentita apolide», di…