La Zes unica e gli incentivi alle assunzioni spingono l’occupazione del Sud, cresciuta in termini percentuali più del resto del Paese anche nel secondo trimestre 2026. E la ritrovata competitività dell’auto, nella fattispecie a Melfi, proietta la Basilicata al primo posto assoluto tra le regioni per incremento dell’export nei primi sei mesi dell’anno (+29,5% rispetto allo stesso periodo del 2025), trascinando anche il Mezzogiorno al vertice delle macroaree. L’Istat certifica, con i dati diffusi ieri, che il trend di crescita del Mezzogiorno prosegue, senza dimenticare ovviamente criticità e nodi irrisolti (l’incremento degli inattivi, ad esempio, mentre la media Italia risulta in calo). «Il percorso di rafforzamento del mercato del lavoro nel Mezzogiorno mostra segnali di consolidamento – sottolinea il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud Luigi Sbarra -. Il tasso di occupazione si porta a un nuovo livello di massimo storico dall’inizio delle rilevazioni, arrivando al 51,1% con un incremento di 0,9 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2025». È lo stesso Sbarra a mettere l’accento in particolare sul peso della Zes unica nella dinamica occupazionale made in Sud: «La Zes Unica – commenta - ha contribuito in modo significativo a sostenere la crescita occupazionale nel Mezzogiorno: 1.500 autorizzazioni uniche, oltre 17mila domande di credito d’imposta con una programmazione di risorse senza precedenti: 10 miliardi per il periodo 2024-2028. Ciò ha generato un impatto economico complessivo di circa 60 miliardi di euro e 70.000 ricadute occupazionali: risultati tangibili che non lasciano dubbi a interpretazioni».