Introduzione
Presentato in Concorso all’83ª Mostra del Cinema di Venezia e in sala dal 17 settembre con Fandango, Ritorno a Buenos Aires riporta Marco Bechis nella ferita della dittatura argentina, quasi cinquant’anni dopo il suo sequestro. Uno straordinario Adriano Giannini è Mariano Guerra, medico sopravvissuto che torna nel 2008 a Buenos Aires per testimoniare contro gli ex militari che lo torturarono e resero schiavo. Senza enfasi né spiegazioni, Bechis interroga la colpa di chi è rimasto vivo, il peso della memoria e la testimonianza come argine al silenzio. La nostra recensione di uno dei cinque film italiani in gara per il Leone d’Oro a Venezia 83
Quello che devi sapere
Restare vivi, quando sopravvivere non basta
Un defibrillatore, un corpo che non vediamo, una porta sfondata in un appartamento di Torino. Ritorno a Buenos Aires si apre così, con Mariano Guerra che strappa alla morte qualcuno di cui non conosceremo mai il nome, né sapremo perché, poco prima, quella persona avesse smesso di volersi salvare.












